L'illuminazione pubblica rappresenta una parte preponderante della sorgente luminosa connessa alle aree urbane e se non correttamente progettata costituisce una fonte di inquinamento luminoso e un inutile spreco energetico, di risorse e quindi di denaro.

In realtà quello dell’illuminazione pubblica presenta alcune caratteristiche che ne fanno un settore ideale per contribuire in modo concreto al risparmio energetico, vera strada per l'aumento della sostenibilità ambientale dei nostri stili di vita.
Per questo i sistemi di pubblica illuminazione (strade, grandi aree - parcheggi, piazzali, piazze e centri commerciali, centri storici e vie commerciali, impianti sportivi, edifici e monumenti) devono essere regolamentati da norme che si basano sull'osservazione di principi di risparmio energetico e uso razionale dell'energia e di lotta all'inquinamento luminoso e diritto al cielo.
In particolare viene considerato inquinamento luminoso dell'atmosfera ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree di specifica necessità funzionale e soprattutto se orientata al di sopra della linea dell'orizzonte.

Le leggi e i regolamenti in materia si riferiscono in particolare alla realizzazione di impianti per l'illuminazione esterna, pubblica e privata, caratterizzati da proprietà illumunitecniche orientate a ridurre l'inquinamento luminoso sul territorio, salvaguardare gli equilibri ecologici all'interno e all'esterno delle aree naturali, proteggere gli osservatori astronomici e astrofisici oltre che scientifici per tutelare le attività di ricerca e non ultimo ridurre i consumi energetici, come previsto dalle leggi nazionali N. 9/91 e N. 10/91.

Per limitare in modo efficace l'inquinamento luminoso occorre minimizzare tutta quella parte di esso che è evitabile in quanto non assolutamente necessaria per produrre l'illuminazione richiesta: per far ciò le leggi e le norme dovrebbero applicare le seguenti regole, contemporaneamente e in ogni luogo:
  • Non sovrailluminare, limitare cioè i livelli di luminanza ed illuminamento delle superfici illuminate a quanto effettivamente necessario. Quando non siano presenti norme specifiche, i livelli di luminanza dovrebbero essere commisurati a quelli delle aree circostanti (nelle migliori leggi e nei migliori regolamenti si applica il limite di una candela al metro quadro).
  • Prevedere la possibilità di una diminuzione dei livelli di luminanza e illuminamento in quegli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano. I livelli di illuminazione necessari per la sicurezza o per il buon uso di un certo tipo di area dipendono infatti dal tipo di utilizzo della superficie. Se in certi orari cambia l'uso di una certa superficie l'illuminazione può essere ridotta. Se poi l'illuminazione dopo una certa ora non viene più utilizzata, si eviterebbe inutile inquinamento luminoso e spreco di energia spegnendo l'impianto.
  • Minimizzare la dispersione diretta di luce da parte degli apparecchi di illuminazione al di fuori delle aree da illuminare. In una legge efficace contro l'inquinamento luminoso è fondamentale e irrinunciabile l'obbligo di utilizzare apparecchi di illuminazione totalmente schermati in tutti gli impianti, pubblici e privati.
Per indirizzare lo sviluppo dell’illuminazione esterna notturna in una direzione virtuosa di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico, sono necessari adeguati interventi legislativi.

Non esistono, ad oggi, leggi nazionali anti inquinamento luminoso. Esistono però diverse proposte di legge depositate sia alla Camera che al Senato.
La prima proposta di legge nazionale fu presentata alla camera nel 1995 con il numero 751. Purtroppo il suo cammino verso l'approvazione non giunse allo sperato traguardo.

In mancanza di una legge nazionale e sulla scia della Regione Veneto, che approvò la propria legge anti inquinamento luminoso nel 1997, numerose Regioni italiane si sono dotate di leggi per combattere il fenomeno e per perseguire gli obiettivi di risparmio energetico nel settore dell’illuminazione pubblica.

La maggior parte di queste ottime leggi sono state promosse da Cielobuio - Coordinamento per la protezione del cielo notturno (www.cielobuio.org), una attiva associazione nazionale che da anni collabora con Legambiente ed Ecosportello nella lotta all’inquinamento luminoso e nella promozione di campagne di sensibilizzazione e corsi di formazione sul tema del risparmio energetico nell’illuminazione pubblica.